La Commissione europea ha lanciato martedì la nuova Piattaforma per l’Agenda della Connettività, insieme ad accordi con istituzioni finanziarie internazionali destinati a mobilitare fino a 2 miliardi di euro per investimenti strategici nel Mar Nero e nel Caucaso meridionale.

Secondo quanto riferisce una nota della Commissione UE, la nuova Piattaforma è stata presentata durante una riunione ministeriale di alto livello ospitata dai commissari Marta Kos, Jozef Síkela e Apostolos Tzitzikostas. Vi hanno partecipato ministri dei Trasporti e alti rappresentanti degli Stati membri dell’UE, oltre a delegazioni di Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldova, Tagikistan, Turkmenistan, Turchia, Ucraina e Uzbekistan. Erano presenti anche rappresentanti del G7 e delle istituzioni finanziarie internazionali.

L’obiettivo dichiarato è fornire un quadro comune per coordinare investimenti e interventi normativi nei settori dei trasporti, dell’energia, del digitale e del commercio. I partecipanti hanno inoltre concordato sulla necessità di migliorare l’operatività del Corridoio di trasporto transcaspico, invitando la Commissione a valutarne il funzionamento e a individuare le misure prioritarie necessarie per aumentarne competitività ed efficienza.

“In un periodo di crescenti conflitti, è incoraggiante vedere così tanti Paesi unirsi attorno a un progetto comune. Abbiamo bisogno di rotte commerciali affidabili e il Corridoio di Trasporto Transcaspico si è rivelato proprio questo”, ha affermato la commissaria europea all’Allargamento Kos. Secondo la commissaria slovena, il commercio lungo la rotta transcaspica “potrebbe quintuplicare nei prossimi 15 anni”. Per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato, sarà necessario mettere in rete le iniziative già avviate, colmare i vuoti infrastrutturali ancora esistenti e coordinare gli interventi sull’intero tracciato.

Il commissario europeo per i Partenariati internazionali Síkela ha definito il Corridoio di trasporto transcaspico “un ponte vitale tra Europa e Asia”. Gli accordi di investimento, ha aggiunto, serviranno a modernizzare le infrastrutture e i valichi di frontiera, contribuendo a costruire una rotta “più veloce, affidabile e meglio collegata”. “Non si tratta solo di trasporti”, ha sottolineato Síkela, ma anche di “competitività, sicurezza energetica” e della capacità di garantire continuità a commercio e mobilità “anche in periodi di pressione geopolitica”.

Sulla stessa linea il commissario ai Trasporti sostenibili e al Turismo, Apostolos Tzitzikostas, secondo cui la mobilitazione di fino a 2 miliardi di euro consentirà di rafforzare le infrastrutture di trasporto, i collegamenti transfrontalieri e l’agevolazione degli scambi. Un intervento che, nelle parole del commissario, dovrebbe sbloccare nuove opportunità economiche per l’Unione e per i partner dell’Asia centrale, del Caucaso meridionale e della regione del Mar Nero, accrescendo al tempo stesso la resilienza delle catene commerciali.

Rendere più fluidi i collegamenti transfrontalieri verso est

Gli accordi di intenti conclusi con le istituzioni finanziarie internazionali dovrebbero mobilitare fino a 2 miliardi di euro per infrastrutture di trasporto, valichi di frontiera e facilitazione degli scambi commerciali. Bruxelles punta così a rendere più fluidi i collegamenti transfrontalieri lungo una direttrice che attraversa il Caucaso meridionale e il Mar Nero, collegando l’Unione europea all’Asia centrale.

L’iniziativa si inserisce nell’Agenda per la connettività interregionale, presentata nell’ottobre 2025 a Lussemburgo e parte della strategia Global Gateway dell’UE. La strategia mira a rafforzare le connessioni nei trasporti, nell’energia e nella digitalizzazione tra Europa e Asia centrale, riducendo colli di bottiglia infrastrutturali e aumentando il coordinamento tra investimenti pubblici, finanziamento internazionale e cooperazione regolatoria.

Il rilancio della rotta transcaspica riflette anche il tentativo europeo di diversificare i collegamenti commerciali e logistici verso l’Asia in un quadro segnato da conflitti, instabilità regionale e vulnerabilità delle tradizionali vie di transito. Resta tuttavia da verificare se la nuova piattaforma riuscirà a tradurre il coordinamento politico in progetti concretamente finanziati e in una riduzione effettiva dei tempi, dei costi e delle complessità burocratiche che ancora limitano il potenziale del corridoio.

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